A Finale Ligure si arrampica da quasi sessant’anni e oggi, tra Borgio Verezzi e Noli, si contano circa 200 pareti attrezzate e oltre 3.800 vie. È un numero che entusiasma e confonde nello stesso momento. Le falesie di Finale Ligure non si scelgono solo in base al grado: contano l’esposizione, la stagione, la base della parete (comoda o scomoda per chi aspetta), e perfino i mesi in cui alcune rocce restano chiuse per lasciare nidificare i rapaci. Questa guida le ordina così, per livello e per situazione, senza la pretesa di sostituire una guida tecnica.
Come scegliere tra le falesie di Finale Ligure: prima il sole, poi il grado
Il calcare finalese è bucato, ruvido, generoso con le dita. Ma è anche una roccia che scalda in fretta. Il primo filtro, quindi, è l’ora in cui il sole arriva sulla parete.
- Inverno e giornate fresche: pareti esposte a sud, al sole per tutta la giornata. Monte Sordo e la Falesia della Coccinella sono scalabili anche a gennaio.
- Primavera e autunno: la stagione migliore quasi ovunque. Rocca di Perti, uno dei complessi più vasti della zona, prende il sole da metà mattina sulla maggior parte dei settori.
- Estate: si cerca l’ombra. Il Canyon di Monte Cucco resta in ombra tutta l’estate, le Rocce dell’Orera (sopra Verezzi) anche, e la Bastionata di Boragni è da sempre la falesia più amata nei mesi caldi.
Un’osservazione che fa risparmiare mezze giornate: a Finale, d’estate, conviene ragionare per orari più che per falesie. Mattina presto sui settori esposti a ovest, ombra nel pomeriggio, mare a fine giornata.
Primi passi: dove si scala tranquilli
Per chi lega la corda all’imbrago le prime volte, o porta i bambini, il criterio vero non è il grado: è la base. Una base ampia, piana e sicura vale più di qualunque via facile.

Monte Cucco, settore Primi e Secondi Passi
Nove vie da 3c a 5c, alte una decina di metri, con chiodatura corta pensata per prendere confidenza con il vuoto. È esposto a nord, quindi resta piacevole anche d’estate, e si raggiunge in pochi minuti dal Base Camp di Orco Feglino.
Paretina di Pian Marino
Dieci, quindici minuti di avvicinamento quasi in piano, un parcheggio con fontana e un prato alla base dove chi non scala può fare picnic. È la falesia che mette d’accordo tutta la famiglia.
Falesia dei Tre Porcellini, Rocca di Perti
Più di venti tiri di placca e qualche via di due o tre lunghezze, con una base spaziosa: perfetta per gruppi numerosi e per un primo assaggio di via a più tiri.
Cava di Rio Fine
Vie dal 3° al 5°, avvicinamento semplicissimo. Il paesaggio è meno spettacolare, ma a due passi c’è la Caverna delle Arene Candide, uno dei siti preistorici più importanti della Liguria, visitabile con il Museo Diffuso del Finale.
Il passo successivo: dal 5c al 6c
È la fascia in cui Finale dà il meglio, perché la media dei gradi delle sue falesie sta proprio lì, intorno al 6.
- Falesia della Coccinella: tanti tiri di quinto grado, esposizione sud, venti minuti di salita facile. Ideale per chi non vuole smettere d’inverno. Base irregolare, poco adatta ai bambini piccoli.
- Monte Sordo: parete verticale con buchi e tacche, esposta a sud-ovest, dieci minuti di avvicinamento. Vie dal 5a in su, con molti tiri tra il 6a e il 6c.
- Monte Cucco, La Torre e Settore Centrale: qui si trovano linee dal 4a e dal 5c, accanto a vie molto più dure. Comodo per gruppi di livello misto.
- Rian Cornei: con oltre 450 vie è una delle aree più estese del Finalese, con sole al mattino o al pomeriggio a seconda dei settori.
Per chi scala forte
Il Grottone di Monte Cucco concentra 29 vie dal 6c all’8c ed è diventato, dal 2021, il palco del Piccolo Festival delle Culture Verticali. A Monte Sordo c’è Dingo, 8c+, liberata da Stefano Ghisolfi. Il Bric Pianarella è il “big wall” del Finalese, con pareti fino a 200 metri e vie lunghe di grado medio accanto a monotiri molto impegnativi. La Bastionata di Boragni, con oltre 150 vie e strapiombi, è il riferimento per le giornate calde.
La prima via lunga
Finale è anche il posto giusto per passare dal monotiro alla via di più lunghezze. Sulla Rocca di Perti, Via col Vento sale in cinque tiri dal 3b al 4c. La Via dello Spigolo, poco più facile (dal 2b al 4°), è invece quasi del tutto sprotetta: senza esperienza nelle protezioni veloci, si fa con una guida alpina. Una giornata di avvicinamento con guida parte da circa 300 euro per un gruppo fino a sei persone, una giornata di multipitch da circa 300 euro a persona.

Cose che forse non sai
- La prima via di Finale è del maggio 1968: si chiama Titomanlio e sale il “siluro” della Rocca di Corno. I primi arrampicatori, genovesi, si aprirono la strada nella macchia mediterranea con il machete.
- Dal 1994 un accordo tra scalatori, WWF e LIPU regola la convivenza con falco pellegrino e gufo reale. Monte Tolla, Bric Reseghe, Rocca degli Uccelli e i settori centrale e destro di Boragni sono chiusi dal 1° gennaio al 31 luglio. Altre pareti (Caprazoppa, Capo Noli, Casa del Vacchè, parte di Pianarella e della Rocca di Corno) hanno divieti permanenti.
- Sulle soste delle falesie finalesi quasi mai trovi moschettoni fissi: per calarti serve saper fare la manovra di corda in sosta. Vale la pena ripassarla prima di partire.
- A ottobre si tiene di solito Finale For Nepal, tra contest boulder, volontariato e festa: un buon pretesto per un weekend d’autunno.
Dritte pratiche prima di partire
- Controlla divieti e chiusure nella sezione Live Info di Finale Outdoor, aggiornata anche su manutenzioni e frane.
- Parcheggia solo dove consentito. Le strade per Perti, Monte Sordo e Pian Marino sono strette e devono restare libere per i soccorsi: sulla strada per Monte Sordo è vietato il transito a van e furgoni, sugli ultimi chilometri verso Pian Marino ci sono limiti di peso e lunghezza.
- Compra la guida sul posto. I riferimenti sono “Finale 51” di Andrea Gallo (Idee Verticali) e “Finale Climbing” di Marco Tommasini (Versante Sud): si trovano nei negozi di Finalborgo e all’Infopoint Outdoor.
- Prima di uscire, guarda AllertaLiguria. Con allerta meteo i sentieri di avvicinamento non sono un posto dove stare.
- Se piove, il settore Anfiteatro di Monte Cucco resta scalabile, oppure c’è la palestra indoor Supergiù a pochi chilometri dal centro.
- Se viaggi con chi non scala, scegli falesie con una base comoda (Pian Marino, Tre Porcellini): metà della buona riuscita di una giornata in famiglia dipende da lì.
Un vantaggio di Finale che le guide tecniche non raccontano: le falesie dell’altopiano sono in genere a pochi chilometri dal borgo, e l’avvicinamento a piedi raramente supera i 25 minuti. Se la base è Finalborgo, come per chi soggiorna a Bric44, si può scalare la mattina, pranzare in piazza e chiudere la giornata in spiaggia, senza dover scegliere.
Oltre la corda
Le falesie di Finale Ligure sono solo una parte di quello che l’altopiano ha da offrire. Gli stessi sentieri che portano alle pareti diventano itinerari a piedi tra ulivi, grotte e torri di guardia: se nei giorni di riposo vuoi restare sul territorio, parti dai sentieri tra Finale Ligure e Varigotti o dalle idee per un weekend di trekking sul mare in autunno.






