Quando si pensa al Circeo, la mente corre quasi sempre alla spiaggia: Torre Paola, le calette di San Felice, l’acqua che si vede scintillare dalla Pontina mentre ci si avvicina in macchina.
Eppure, dietro le spiagge più fotografate, il Circeo nasconde una manciata di luoghi poco conosciuti che raccontano un lato del territorio molto meno battuto: grotte dove la storia è più antica di quanto sembri, un centro storico templare a due passi dal bagnino più affollato, un’isola dove quasi nessuno mette piede.
Sono i posti che, dopo qualche visita fuori stagione, ci hanno sorpreso di più, e che vale la pena conoscere prima ancora di pensare a un asciugamano.
La Grotta Guattari, dove la storia è più vecchia di 50.000 anni
Sul promontorio di San Felice Circeo, dentro il Parco Nazionale del Circeo, si trova una delle grotte più importanti d’Europa dal punto di vista archeologico: la Grotta Guattari.
Nel 1939 il paleontologo Alberto Carlo Blanc vi scoprì alcuni dei primi resti fossili dell’uomo di Neanderthal mai trovati in Italia. Oggi nella grotta è visibile un calco del ritrovamento, mentre l’originale è conservato in un museo a Roma: un dettaglio che quasi nessuna guida turistica racconta, e che da solo vale la deviazione.
La grotta non è visitabile liberamente: serve un permesso specifico, da richiedere con anticipo tramite il Centro Visitatori del Parco a Sabaudia o direttamente al Comune di San Felice Circeo. Non è un ostacolo, è solo un passaggio da programmare prima di partire, non all’ultimo momento.
Il centro storico templare, a due passi dalla spiaggia più affollata
Chi arriva al Circeo per il mare, spesso, non parcheggia mai in centro. È un peccato, perché il cuore antico di San Felice Circeo custodisce una torre e un convento templare in Piazza Vittorio Veneto, risalenti al 1200, quando l’Ordine dei Templari occupò il borgo per volere di papa Gregorio IX. Si entra ancora oggi attraverso la porta chiamata “il ponte”, che un tempo era dotata di un vero ponte levatoio.
Bastano meno di un’ora per attraversare le viuzze, affacciarsi sulla piazza e capire quanto il Circeo, prima di essere una meta balneare, sia stato un presidio strategico nel Mediterraneo. Il consiglio pratico è semplice: parcheggiare vicino a Piazza Lanzuisi invece che ai parcheggi sul mare, e dedicare la passeggiata a fine giornata, quando la luce è migliore e il centro si svuota dai turisti di passaggio.
Il Lago di Paola in canoa, sulle rotte (leggendarie) di Ulisse
Dietro le dune, separato dal mare da una lunga striscia di sabbia, il Lago di Paola è uno degli scorci meno fotografati del Circeo, nonostante sia legato a una delle leggende più antiche del territorio: secondo la tradizione, è nella Cala dei Pescatori che Ulisse sarebbe sbarcato prima di incontrare la Maga Circe.
Le canoe si noleggiano alla Darsena, e da lì si possono raggiungere le rive più interne del lago, dove restano i resti della Villa di Domiziano e dei Casarini, un antico convento sorto sopra vecchie terme romane: tecnicamente nel comune di Sabaudia, ma più vicini a San Felice Circeo che al centro di Sabaudia stessa. Su una delle sponde si trova anche una piccola cappella legata a una leggenda locale, quella di una statua della Madonna ritrovata dai pescatori nel lago e poi, secondo il racconto, “risorta” il giorno dopo sulla riva.
Il consiglio pratico: verificare con la Darsena gli orari di noleggio prima di partire, perché cambiano da stagione a stagione, e preferire il tardo pomeriggio, quando la luce sul lago è più bella e l’acqua più calma.
La Selva di Circe, la foresta che si svuota proprio quando la spiaggia si riempie
C’è un paradosso che raramente viene raccontato: in piena estate, quando San Felice Circeo triplica gli abitanti e le spiagge sono piene, gli oltre 8.500 ettari del Parco Nazionale del Circeo restano quasi vuoti, a poche centinaia di metri dal mare. La Selva di Circe, la foresta pianeggiante che si estende nell’entroterra, è uno dei luoghi dove questo si sente più forte: sentieri larghi, ombra vera, e quasi nessuno intorno.
Il momento migliore per viverla non è l’estate, ma la primavera (marzo-maggio) o l’autunno (settembre-novembre): temperature più miti, fioriture della macchia mediterranea o colori d’autunno, e soprattutto le migrazioni degli uccelli sui laghi costieri di Fogliano e Caprolace, che in quei mesi diventano un punto di osservazione notevole anche per chi non è un birdwatcher esperto. È lo stesso territorio dell’estate, ma raccontato da un punto di vista che in agosto nessuno vede.
Il consiglio pratico più utile è muoversi in bicicletta: il territorio è pianeggiante, le distanze tra foresta, dune e laghi sono contenute, e si evitano le code sull’unica strada costiera nei weekend più affollati.
Zannone, l’isola che (quasi) nessuno visita
Dell’arcipelago delle Isole Pontine, Zannone è l’unica isola che fa davvero parte del Parco Nazionale del Circeo: le altre, Ponza compresa, sono amministrativamente separate. È disabitata, priva di strutture turistiche, e si raggiunge in barca da San Felice Circeo o da Ponza.
Non è un’isola da visita spontanea: l’accesso richiede una prenotazione anticipata e una guida autorizzata dal Parco, con gruppi di dimensioni limitate per tutelare l’ecosistema. Proprio per questo resta uno dei luoghi meno raccontati del territorio, anche da chi il Circeo lo conosce bene: il consiglio pratico è prenotare la visita con settimane di anticipo, soprattutto se si punta all’alta stagione, perché i posti disponibili per ogni uscita con la guida sono pochi.
Il Circeo che non si vede dalla spiaggia
Il Circeo che si vede dalla spiaggia è probabilmente la parte più piccola di quello che il territorio ha da offrire.
I luoghi poco conosciuti del Circeo raccontati qui, dalla Grotta Guattari a Zannone, non richiedono un viaggio diverso: bastano una mattina o un pomeriggio in più nel programma, magari proprio in un weekend di primavera o d’autunno, quando il parco è al suo meglio e le strade non sono ancora piene.
Vale la stessa idea anche dall’altra parte delle case APTG: a Finale Ligure i posti più belli non sono sempre quelli più famosi, e vale la pena scoprirli con lo stesso spirito: un po’ di tempo in più e la voglia di uscire dal sentiero più battuto.
È anche il territorio dove si trova Villa Marita, la casa APTG a San Felice Circeo: non un punto d’arrivo, ma un buon punto di partenza per chi vuole prendersi il tempo di scoprire il Circeo oltre le spiagge, prima ancora di scegliere quale.



