Quando si pensa alla Costa Azzurra vengono in mente Nizza, Cannes, Saint-Tropez, yacht e beach club.
Porquerolles è l’esatto contrario.
Quest’isola al largo di Hyères, raggiungibile in poche ore dal Nord Italia, è uno di quei luoghi che sembrano appartenere a un’altra epoca. Le auto non circolano, ci si sposta in bicicletta e le giornate seguono un ritmo molto diverso da quello a cui siamo abituati.
È uno dei posti più semplici da raggiungere e più difficili da dimenticare.
Informazioni utili prima di partire
Imbarco: Tour Fondue (Hyères)
Traghetto: circa 20 minuti
Noleggio bici: da circa 18-25€ al giorno
Auto: non consentite sull’isola
Periodo migliore: maggio, giugno e settembre
Tempo consigliato: almeno una giornata intera, meglio due
Per gli orari aggiornati dei traghetti consigliamo di consultare il sito ufficiale e le informazioni sul parco naturale
Quanto costa una giornata a Porquerolles?
Indicativamente:
- Traghetto A/R: circa 25-30€
- Noleggio bici: 18-25€
- Pranzo leggero o picnic: 15-25€
- Cena sull’isola: da 25€ in su
Con circa 60-90€ a persona si riesce a vivere una giornata completa senza particolari rinunce.
Come arrivare a Porquerolles dall’Italia

Arrivare a Porquerolles è più semplice di quanto sembri.
Da Finale Ligure servono poco più di tre ore e mezza di auto per raggiungere la Tour Fondue, il punto di partenza dei traghetti per l’isola.
Il viaggio è già parte dell’esperienza. Si attraversa la Riviera, si entra in Provenza e, chilometro dopo chilometro, il paesaggio cambia.
Una volta lasciata l’auto sulla terraferma il tempo inizia a dilatarsi.
La Costa Azzurra che non ti aspetti
La prima sorpresa arriva appena sbarcati: niente traffico, niente parcheggi, niente file.
Solo biciclette, stradine alberate e un piccolo villaggio raccolto attorno alla piazza principale.
Verso sera i tavolini si riempiono lentamente. Qualcuno ordina un pastis, qualcuno gioca a pétanque sotto gli alberi. Le bocce che scorrono sulla ghiaia diventano quasi una colonna sonora.
Se cercate la Costa Azzurra delle fotografie patinate, probabilmente resterete delusi.
Se invece cercate quella autentica, qui vi sentirete nel posto giusto.
Cosa fare a Porquerolles oltre alle spiagge
Esplorare l’isola in bicicletta
Il modo migliore per conoscere Porquerolles è noleggiare una bicicletta appena arrivati. La rete di sentieri attraversa pinete, vigneti e punti panoramici sul mare. Non serve pianificare troppo.
Una delle cose più belle dell’isola è che spesso le scoperte migliori arrivano per caso.
Passeggiare nel villaggio

Il centro è piccolo ma pieno di atmosfera.
Vale la pena fermarsi senza fretta, osservare il via vai delle biciclette e concedersi una sosta in uno dei caffè della piazza.
Vivere il rito del pastis e della pétanque
Se c’è un rituale che rappresenta Porquerolles è questo. Sedersi all’ombra dei platani con un pastis ghiacciato e guardare una partita a pétanque.
Non è un’attività da fare, è un modo di stare.
Le spiagge più belle di Porquerolles
Plage Notre-Dame
È probabilmente la spiaggia più famosa dell’isola.
Acqua trasparente, sabbia chiara e una cornice naturale che le ha fatto guadagnare più volte il titolo di una delle spiagge più belle d’Europa.
Plage d’Argent

Più facile da raggiungere e perfetta per le famiglie. Acqua calma, fondali bassi e una posizione ideale per una giornata rilassata.
Anse du Langoustier
Situata nella parte occidentale dell’isola, è una delle zone più suggestive di Porquerolles.
Qui il paesaggio cambia continuamente tra scogliere, vegetazione mediterranea e mare aperto.
È anche uno dei luoghi più legati alla presenza di Georges Simenon sull’isola.
Dove mangiare e dove fermarsi
Uno dei luoghi più iconici dell’isola è il celebre Le Mas du Langoustier.
Anche senza soggiornarvi, vale la pena raggiungerlo per un pranzo, una cena o semplicemente per respirarne l’atmosfera immersa nella natura.

Se invece il viaggio verso Porquerolles diventa l’occasione per esplorare la Provenza più interna, una sosta interessante può essere la zona del Golf de Barbaroux, immersa tra vigneti e colline provenzali.
Porquerolles in giornata o per un weekend?
Tecnicamente una giornata basta.
Ma Porquerolles non è un luogo da checklist, è uno di quei posti che meritano almeno una notte nei dintorni.
Perché il momento più bello spesso arriva quando le ultime barche ripartono e l’isola torna silenziosa.
Un libro da leggere prima di partire
Il mio amico Maigret di Georges Simenon
Porquerolles è stata per anni il rifugio mediterraneo di Georges Simenon.
Lo scrittore soggiornò a lungo sull’isola tra gli anni Venti e il 1940 e qui ambientò due romanzi particolarmente legati al territorio: “Il mio amico Maigret” e “Il clan dei Mahé”.
Se c’è un libro da mettere in valigia prima di partire, è “Il mio amico Maigret”.
Nel romanzo il commissario approda proprio a Porquerolles per seguire una nuova indagine e molti dei luoghi descritti sono ancora riconoscibili oggi.
Per chi vuole approfondire il legame tra Simenon e l’isola, vale la pena leggere anche “Il clan dei Mahé”, ambientato nello stesso scenario mediterraneo.
E la lavanda?
Se il viaggio cade tra fine giugno e luglio, vale la pena proseguire qualche giorno nell’entroterra provenzale.
Al ritorno da Porquerolles ci siamo fermati nella zona di Valensole, proprio mentre la lavanda era in piena fioritura.
Ma quella merita un racconto a parte.
Perché Porquerolles resta impressa
La verità è che non si torna da Porquerolles raccontando un monumento o un’attrazione. Si torna raccontando una sensazione, la sensazione di aver pedalato senza una meta precisa, di aver pranzato lentamente.
Di aver passato un’ora a guardare una partita a bocce senza alcun motivo particolare.
Sono momenti piccoli che rendono felice una giornata.
Un posto che ti somiglia
Forse è per questo che Porquerolles piace così tanto a chi ama viaggiare senza checklist: perché non chiede di correre da un punto all’altro.
Invita semplicemente a rallentare.
È lo stesso approccio che cerchiamo nei viaggi che raccontiamo su A Place To Go: scegliere una casa come base, vivere davvero un territorio e lasciare spazio alle scoperte che non erano in programma.
Perché spesso i posti più belli non sono quelli che riempiono una lista. Sono quelli che riescono a farti sentire a casa, anche quando sei dall’altra parte del mare.



